Tassa minima miliardari? Un’idea su come ridurre le disuguaglianze

Tassa minima miliardari? Un’idea su come ridurre le disuguaglianze

Una robusta tassa minima sulle ricchezze dei miliardari potrebbe essere la soluzione per generare centinaia di miliardi di dollari in entrate fiscali ogni anno. Secondo un recente rapporto dell’Osservatorio Fiscale dell’Unione Europea, l’istituzione di questa tassa al 2% permetterebbe di raccogliere quasi 250 miliardi di dollari annualmente.

L’idea di questa tassa si basa sull’accordo globale del Pilastro Due, che prevede che le aziende paghino il 15% di tasse sui profitti multinazionali. Il tasso del 2% per i miliardari non è una richiesta eccessiva, considerando che la loro ricchezza è aumentata in media del 7% all’anno dal 1995, tenendo conto dell’inflazione.

Le entrate fiscali aggiuntive potrebbero essere utilizzate in diversi modi. Innanzitutto, potrebbero essere destinate agli investimenti pubblici in settori cruciali come l’educazione, la sanità, le infrastrutture e la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio. In secondo luogo, potrebbero contribuire a ridurre le disuguaglianze economiche e a promuovere una maggiore democratizzazione della proprietà. Infine, potrebbero migliorare il rispetto delle tasse e facilitare riforme fiscali più ampie.

Un rapporto del 2022 del Gruppo di Esperti di Alto Livello indipendente sulla Finanza Climatica ha evidenziato che i paesi in via di sviluppo hanno bisogno di 500 miliardi di dollari di finanziamento pubblico aggiuntivo per affrontare le sfide del cambiamento climatico.

Una tassa sui miliardari quanto peserebbe?

La proposta tassa del 2% sui miliardari potrebbe fornire la metà di tale importo.

È importante notare che la politica fiscale globale è in continua evoluzione. Come sottolineato nell’ultimo rapporto dell’Osservatorio Fiscale dell’Unione Europea, alcune evoluzioni legali che sembravano utopistiche quindici anni fa sono diventate realtà, come lo scambio automatico di informazioni bancarie e l’imposta minima globale sui profitti delle multinazionali. Questo dimostra che nuove forme di cooperazione internazionale possono emergere quando le soluzioni tecnicamente fattibili vengono spiegate chiaramente e c’è la volontà politica di attuarle.

Perché dovremmo tassare solo i miliardari? La risposta è semplice: a differenza degli altri ultra-ricchi, i miliardari godono di aliquote fiscali estremamente basse sul loro reddito personale, stimato all’0-0,5%. Inoltre, sono un gruppo ristretto e facilmente identificabile, il che facilita l’attuazione di una tassa sulle loro ricchezze. Tuttavia, è importante ricordare che una tale tassa richiede progressi significativi nella segnalazione delle informazioni e nello scambio internazionale di dati.

In conclusione, l’istituzione di una tassa minima sulle ricchezze dei miliardari potrebbe generare entrate fiscali significative e contribuire a affrontare diverse sfide economiche e sociali. È un passo importante verso una maggiore giustizia fiscale e una distribuzione più equa delle risorse. La politica fiscale globale continuerà a evolversi e ad adattarsi alle esigenze del mondo moderno, e tali cambiamenti sono necessari per affrontare le sfide attuali e future.