Oslo: il tragico bilancio dopo trent’anni ed è ancora conflitto tra Israele e Palestina! Ecco cos’è accaduto

Oslo: il tragico bilancio dopo trent’anni ed è ancora conflitto tra Israele e Palestina! Ecco cos’è accaduto
Conflitto Israele-Palestina

A trent’anni dalla firma degli Accordi di Oslo, il conflitto israelo-palestinese sembra essere entrato in una fase di estrema violenza e radicalizzazione, che ha portato al deterioramento delle relazioni tra le due parti e allontanato ogni possibilità di dialogo e avvicinamento. Nonostante le speranze che erano state riposte in quegli accordi storici, la realtà attuale è segnata da una spirale di morte e disperazione.

La firma degli Accordi di Oslo nel settembre del 1993, con il famoso stringere di mani tra Isaac Rabìn e Yasser Arafat alla Casa Bianca, sembrava aprire una nuova era di pace e di stabilità nella regione. Tuttavia, nessuno avrebbe potuto prevedere che trent’anni dopo la situazione sarebbe precipitata in un conflitto fuori controllo, con migliaia di vittime e un aumento delle tensioni tra israeliani e palestinesi.

Nel corso di questi trent’anni, numerosi eventi hanno segnato la storia del conflitto. L’assassinio di Isaac Rabìn nel 1995 ha rappresentato un duro colpo per la speranza di pace, mentre la Seconda Intifada ha portato ad un aumento drammatico della violenza da entrambe le parti. Inoltre, il numero degli insediamenti israeliani in Cisgiordania è aumentato considerevolmente, aggravando ulteriormente la situazione nella Striscia di Gaza.

Le milizie palestinesi e l’esercito israeliano hanno avuto numerosi scontri nel corso di questi anni, alimentando un clima di ostilità e diffidenza reciproca. Tuttavia, è importante sottolineare che entrambe le parti hanno avuto un ruolo nel fallimento degli Accordi di Oslo. Da un lato, l’ascesa al potere di Benjamin Netanyahu ha portato ad una politica di estremo rigore da parte di Israele, mentre dall’altro lato, la mancanza di legittimità del presidente palestinese ha contribuito ad aumentare la sfiducia nei confronti di una soluzione negoziata.

Inoltre, va sottolineato che la situazione si è ulteriormente deteriorata con l’ascesa dell’ultradestra in Israele, che ha alimentato sentimenti nazionalisti e xenofobi. Questo ha reso ancora più difficile trovare una soluzione pacifica al conflitto.

Sono necessari sforzi concreti e coraggiosi da entrambe le parti per porre fine a questa spirale di violenza e radicalizzazione, e per cercare di costruire un futuro di pace e stabilità per i popoli israeliano e palestinese. Solo attraverso il dialogo e la volontà di compromesso sarà possibile mettere fine a questo conflitto che sembra non avere fine.